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Malattie trasmesse dagli alimenti
Le malattie trasmesse dagli alimenti si contraggono consumando alimenti contaminati. Si distinguono le infezioni (il microrganismo vivo arriva nell’organismo e si moltiplica), le intossicazioni (a far ammalare è la tossina che il microrganismo ha prodotto nell’alimento, anche se questo è già stato cotto) e le tossinfezioni (un misto delle due).
Le più comuni
- Salmonella: uova e salse con uovo crudo, pollame, carni poco cotte. Febbre, diarrea e vomito tra le 6 e le 72 ore dopo.
- Staphylococcus aureus: vive nel naso, nella gola, sulla pelle e nelle ferite dell’alimentarista. Contamina alimenti molto manipolati (creme, insalate di patate, panini). La sua tossina resiste al calore.
- Listeria: cresce anche al freddo; salumi, formaggi a latte crudo, affumicati e piatti refrigerati pronti al consumo. Molto pericolosa per donne in gravidanza, anziani e immunodepressi.
- Escherichia coli: carne macinata poco cotta, latte crudo, verdure mal lavate.
- Campylobacter: pollo crudo e contaminazione crociata in cucina.
- Clostridium botulinum: conserve casalinghe mal sterilizzate; la sua tossina è molto grave.
- Bacillus cereus: riso o pasta cotti lasciati a temperatura ambiente.
- Anisakis: parassita del pesce. Si previene cuocendo completamente il pesce o congelandolo prima di consumarlo crudo o poco cotto (alici marinate, sushi, ceviche).
- Norovirus ed epatite A: alimentarista malato, acqua o molluschi contaminati.
Persone vulnerabili
Bambini, donne in gravidanza, anziani e persone con le difese basse subiscono conseguenze più gravi. Nelle mense scolastiche, nelle case di riposo e negli ospedali il controllo deve essere massimo.
Se l’alimentarista è malato
Con vomito, diarrea, febbre, ferite infette o lesioni cutanee: avvisare il responsabile, non manipolare alimenti e andare dal medico. Mai «resistere» con un farmaco continuando a lavorare con il cibo.